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Non è che uno proprio deve dire per forza, io c’ero, io me lo ricordo eccome.
Uno può dire anche, e secondo me va bene lo stesso, ma io forse sono indulgente con me stessa,
che se lo ricorda, abbastanza, anche se non è che ne capisse tanto il senso.
Che forse più che pensare alla guerra fredda, tra i 12 e i 13 anni pensava di certo con più intensità, al fatto che voleva un piaggio si blu.
Però insomma un pò che quella gente, quella sera, stava col piccone in mano,
a darsi baci, lei che ne aveva dato solo un paio e gli aveva pure fatto un pò schifo,
quella gente lì quella sera un pò, se la ricorda.
Poi, per carità 20 anni dopo … magari è anche diversa, il piaggio si quasi non lo vedi più, i figli del piaggio si, consumano come 18 piaggio si,
quelli che ha di fronte non le fanno più schifo..anzi quasi le piace…a quella vicenda lì, di quelli col piccone, adesso s’è affezionata.
Oggi quella lì non ha visto telegiornali, non ha visto celebrazioni, ma a quella storia, son giorni che ci pensa e oggi un pò di più, che lei è vittima delle ricorrenze, ha pensato che quando è tornata da quella, che a suo dire, è uno delle più belle e poliedriche città in cui abbia messo piede,
forse veramente l’unica in cui crede di voler tornare ancora e ancora…
lei da quel posto è tornata, con un’immagine meraigliosa di un tizio che suonava con un motivo che faceva più o meno così:


che detto per inciso, di Bach…3 cose, ma quel motivetto si…

I (primo) tempo.

Non scrivi perché sei felice.

Non scrivo perché sono triste.

Oggi scrivo.

E canto.

Canto di qualcuno che fa cadere le stelle alla sera, ma che al mattino le raccoglie,

(…mi chiedo dove le mette poi, quando c’è tutto quel sole)

canto di chi manda ancora cartoline, forse perché io mando ancora cartoline,

non a tutti, a qualcuno si.

Canto una storia di un altro minacciato dalle ombre della notte, forse in pieno giorno,

che splendeva come il sole, o almeno a qualcuno sembrava di vederlo risplendere.

Non ho scritto e sono stata felice

Non ho scritto e sono stata triste.

Forse si scrive e basta

E a qualcuno va bene così

….anche ai diamanti pazzi che in fondo non smettono mai di brillare a chi li vede splendenti…o almeno spero.

arriva un pò tardi…ma arriva…
che se la “tua” Venezia è inverosimile più di ogni altra città…almeno così canta qualcuno,
certe volte anche la “mia” Roma appare inverosimile…
il tuo compleanno è invece felicemente reale…auguri biondì!

Paloma.

Sono femmina, faccio quelle cose tipicamente da femmina,

perdo tempo all’armadio, anche dentro, mi trucco, mi strucco,

metto la crema e tolgo la cera…eh si, metto il rimmel allo specchio con la bocca aperta.

La parte rosa del mio mondo.

di quel rosa da donna, che si piace a essere a posto, e a cui fa anche piacere

se ti dico: che bel vestito, ti sta bene.

il piacere di piacersiche famolto pubblicità anni ‘80, ma direi, onor del vero, il piacere di piacere, normale, quasi banale.

il mondo rosa.

Poi c’è il mondo blu, certo mondo blu.

il primo uomo era appunto un uomo, nato prima, plasmato prima, fatto a immagine e somiglianza, di un altro uomo.

ok, cioè non è ok manco per niente, ma ci sta che il mondo è blu, o è grigio?

cuccuruccu cantavo.

canto per farmela passare, per farmi passare una prevaricazione

che mi fa anche abbastanza incazzare.

se cammino sulle mie gambe, non ho evidentemente bisogno di un passaggio tuo, che mi porti dove voglio,

Fumo da quando avevo 17 anni, quasi li doppio, di norma ho, e piuttosto spesso qualcosa con cui accendere, fosse anche la pietra focaia.

Non ti deve interessare dove vado alle 8 di sera, perchè non t’ho invitato,

Non ho bisogno che tu mi saluti, perchè non ti conosco, e non mi frega di conoscerti.

Sono episodi risibili, di umana pseudo quotidianità, e piuttosto innocui.

Mi fanno incazzare anche gli episodi innocui fautori di piccole perpetrate violenze del maschio latino,

che ha finito di essere amante, e svuota le sue palle, riempiendo le mie di indignazione, un pò di schifo,
e vaffanculo tu e at’ cient’ cumm’ a te

Il treno stava arrivando a Bologna e S. si sentiva bene. Era contenta. Da anni non provava questo banalissimo, goffo stato d’animo. Si sentiva in pace con se stessa. E’ curioso come l’essere umano non sia preparato alla felicità, un concetto astratto, di significato incerto e di enormi aspettative. Cosa bisogna fare nei momenti in cui si riesce a raggiungerla? Come bisogna comportarsi affinchè questa incredibile soddisfazione si prolunghi nel tempo? Compiere esercizi yoga per catturarla? Assumere sostanze stupefacenti per distrarla? Fare l’amore per esaltarla? Bere acqua per diluirla? Suicidarsi per non perderla mai più?

e anche se spesso le felicità di coppia finiscono così:

direi che in “Smog” , Paolo Zagari, riesce a raccontare una storia, finalmente, in maniera diversa. Insomma…consiglio per l’ombrellone.

c’è tempo

C’è un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.
(…)
C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
(…)
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Temo ci sia un tempo per continuare ad ascoltare certe canzoni,

o di certo uno per smettere di farlo.

Il tempo di una canzone, in questo caso 4 minuti e 32 o 33 a seconda delle versioni di you tube…

…forse tutto dipende da quanto e per quanto tempo le ascolti…certe canzoni, magari dipende anche da quello che ti dicono

A volte, mi dico che è solo una questione di tempo, inteso come stagione,

che piove o c’è il sole, ma il tempo metereoligico è talvolta pure il mio di tempo.

…di certo Giuliacci non mi ha avvisata…ne lo farà, non ha il mio cellulare

Che buffo…ma magari è solo un momento…

prima di pranzo o dopo colazione,

…dipende dal tempo a disposizione…o di quello che hai da spendere anche se io e te non abbiamo vinto al superenalotto.

bah…forse sono solo stanca!

che si sappia

….conservo, di nascosto, sempre lo stesso smalto!

pensavo all’italiano medio, pensavo all’italiano medio ascoltando de andrè, che era di certo parecchio sopra la media.

ascoltavo:

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame

povero italiano medio.

mi son messa a guardarlo, questo per brevità chiamato IM

si alza al mattino preferibilmente presto, magari solo perchè non riesce a dormire, magari per necessità…

lavorerai con sudore…tuonò qualcuno.

poi si avvia, preferibilmente in scatola chiusa, per necessità o per racimolare, col mezzo urbano.

trascorre la sua succulenta mattina, mentre la luce del giorno si divide la piazza,

si gode la sua onerosa pausa, forse anche, nel peggiore dei casi, cercando davvero di imparare la Treccani a memoria.

L’anima d’improvviso prende il volo, ma smette, smette subito e ricomicia a sudare…povero IM,

ancora 4 ore per le 8 finali…decorse le quali, respirate, povere ore, insieme a quelle dei secondini, comincia a respiare le sue…

ma che fine hanno fatto le sue povere ore di libertà…???

concetto astratto la libertà…vorrei qualcuno che mi sapesse spiegare che senso ha un’ora di libertà…

davvero pare quella d’aria della prigione, schiacciata tra l’incudine e il martello…

nessun richiamo ai comunisti sotto un governo che si scopa le minorenni…che sarebbe anche reato…

ma basta parlarne almeno di quelle che son maggiorenni e vanno con i non santi.

povero IM, perduto e innocente, perduto e colpevole, tra le fesserie…

ad aspettare un giorno libero per far la spesa, o il sabato per andare al mare,

e 15 gg. d’estate a quelli a cui va bene, a usufruir delle ferie,

che non appaiono più come una parentesi di svago,ma come il traguardo agognato di tanta miseria quotidiana….che cazzo di fine!

…a parte che questa è una canzone che mi piace tantotantotanto

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