un magnete, un fuoriorario, un biglietto del treno, una cena saltata,100 sigarette, le virgole, gli spazi, rigoletto e l’orchestra filarmonica dell’est, recitare come un rosario, la voce che ti va via, le gambe, il vestito, i capelli da rapare, il caffè, l’intestino, la pesca, l’asciugamani e l’acqua calda, la finestra chiusa, il telefono, il mal di testa, il fatto che non ne parli, il latte, mi compri il latte?, in rainbows dei radiohead, lo shuffle sull’ipod, la lavatrice, i panni scuri, e quelli chiari?,il mal di pancia, ancora? e basta!,il telefono, il bar quello figo, grazie della bibita, san giovanni e zia giovanna, la mia, tanti auguri, le sigarette, quelle di sopra, sempre 100, il libro, quello bello, ne devo scrivere, la valigia sul letto? no a terra, da posare,è finito l’accendino.e le sigarette?
i toto
e le trecce? due o una? nessuna, anche ieri.
Tina è qui. di nuovo?…si.
‘giorno
Papàaaaa, me dai cinquanta euro?…Brioblù me piaci tu!
Ovvero: sindrome dell’ ossessione da overdose pubblicitaria.
grazie dei fiori grazie dei fiori bis!
uno sfogo?
gli scorci di sè che trasudano da parole messe accanto le une alle altre sono sempre deliziosi.
bello scorcio.
ti porto un accendino.
serve una vacanza… magari a pesca (ma è “pésca” o “pèsca”?)
asindeto!
Se serve un accendino ne ho fatto una piccola scorta.
(piacevolissimo)