Non è di certo uno sport, quello che deve riappacificarti col mondo,
soprattutto quando tu stessa non sai se quello che stai facendo è uno sport o no…
ma a questa cosa riconosci un merito, t’ha insegnato, a riscoprire il piacere di abbandonarsi,
se non ancora del tutto al luogo in cui ti trovi e a quello che hai addosso,
di certo alla fiducia nelle persone,
ai loro piedi di gomma che ti stanno davanti,
ai loro occhi che ti guardano da lenti temperate,
a quella mano che tieni stretta, come poche altre stringi in vita tua.
Sembra impossibile quello che vedi sotto la terra, mentre ascolti il suono del tuo respiro,
a pensarci a fondo, nel fondo che un pò tocchi (cazzo l’assetto!)
ti ricordi un arredo di una casa al 4′ piano, che nessuno sapeva che farci…
per 2 giorni tutto è fatto di FAR, tabelle e pelle di gomma,
di paure suparate e di quelle superabili con un pò di esercizio.
Non so come raccontarlo, non trovo le parole adatte,
dico solo che per quanta fatica costi, per quanto peso specifico ti porti addosso,
nuotare sotto i metri dei BAR della pressione è una senzazione meravigliosa
…di certo i neofiti tendono ad esagerare, ma secondo me, sentirsi Nemo ti insegna ad amare le persone…e a vivere meglio la superficie!

i giorni dell’abbandono
Giugno 29, 2009 di lafamigglia
be’ si sa che la lontananza aiuta l’amore, ma allora quando due sub dicono ci vediamo giù al bar intendono quello?
sei proprio una stella marina!
auguri sirenetta.