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Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

 …Eppure qualcosa di sbagliato è ancora qui, se un padre, non trova di meglio che regalare al figlio per i suoi 21 anni, un’arma da fuoco. Qualcosa di sbagliato è rimasto, se si dorme ammassati davanti alle stazioni di grandi città e se le persone, ancora, sono contate e vengono distinte per categoria di provenienza e di destinazione. Qualcosa non ha funzionato…. E spero davvero che i nostri nati, torceranno il viso da noi, spero davvero che il futuro non assomigli, a questo brutto presente, dove ancora conta il colore, la provenienza, la stirpe, la religione, il sesso, dove ancora conta la distinzione di genere, in ossequio a una supposta superiorità che si sbriciola davanti alla miseria che continuamente creiamo.

 

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SNC

Le associazioni mi innervosiscono, anche quelle a fin di bene.

Da buona “Italiotta” media, non riesco a non pensare che, ogni tipo di congregazione umana a fini no profit,  nasconda un interesse personale o il profilo di qualche “panzone arricchito e illetterato” che al suo profit, ci pensa eccome, spesso riuscendo. Si tratta evidentemente di un preconcetto, che non basa su niente, se non su qualche  “panzone arricchito e illetterato”.

Posto quanto detto, è naturale che non riesca a digerire neanche le associazioni dei consumatori, che nel migliore dei casi richiederanno, a te neo associato (perché se non ti associ, “a titolo gratuito, per carità” non se ne fa niente) dei nuovi consumi per consentirti di recuperare un consumo  a te inaspettato, già abusato e di norma non previsto.

Il cliente non ha sempre ragione, ma una cosa che non riesco ad accettare, è che il cliente abbia sempre torto. Perché è suo dovere informarsi, sviscerare, leggere attentamente….e questo senza dubbio, ma è anche OBBLIGO (civile e morale) da parte di chi vende, non dico essere trasparenti, ma almeno  non rifilare baggianate. E tanto più leggo attentamente, tanto più  mi incazzo. Ed è per questo che sto ingaggiando una battaglia per 5 €, perché piuttosto li straccio, ma voglio farlo in autonomia, scegliendolo.

Lucy rules!

E buongiorno!

Da un esame degli ultimi fatti di cronaca nostrana e dei recenti esiti delle contestazioni di piazza, emerge un unico dato inquietante, è cioè, che in questo paese sembra diventato reato dissentire. O meglio, è reato  dissentire contro tutto ciò che è “mediaticamente” accettato e anzi…sponsorizzato.

E’ inevitabile quindi che i dissenzienti alla tav, e i dissenzienti all’expo, vengano tutti tacciati come violenti e black block (E’ anni che aspetto che mi spieghino chi siano questi uomini ammantati di nero, che spesso e impropriamente vengono derisi con il nobile nome di anarchici, e anni però che aspetto che 4 imbecilli che fanno cagnara e casino, siano condotti alle patrie galere e questo non solo in piazza ma soprattutto allo stadio). La TAV si è praticamente fatta, stesso dicasi per l’ Expo…alla faccia di quelli che dicono ancora NO!

In questo mare di violenti e facinorosi, ieri però pare si siano distinti gli insegnanti, questi agnelli scioperanti, che nel cannone mettono i fiori.

La domanda capziosa è: E’ reato dissentire quando si parla di miliardi (i fondi europeri, gli investimenti, tutti i cinesi che devono venire a Milano, ecc…) ed è permesso farlo quando in fondo dell’oggetto del dissenso, la scuola nel caso specifico, non gliene frega un cazzo a nessuno? a nessuno di quelli che della massa che contesta dovrebbero davvero occuparsi?

Quale è la differenza tra un sanpietrino e un precario?

La summa del discorso è: i NO TAV e i NO EXPO, sono stati liquidati dal circolo politico e mediatico, come gruppi di violenti, senza che venissero ascoltati, dei prof che manifestano da anni, garbatamente, e con il plauso del suddetto circolo, siamo certi che si occuperà qualcuno? Il timore è che finisca sempre nello stesso modo:

Risorgiamo dalle ceneri delle nostre sigarette che non bruciano più.
Mesi, tanti. Forse fino a fare tre anni.
Si cambia, si vive, ci si vede meno.

C’è chi viene più spesso nella Capitale,
chi vorrebbe venirci e invece,
chi continua a restarci nonostante.

C’è chi ha eletto come suo domicilio un Villaggio.
Chi ha abbandonato il suo di sempre,
trasferendo la Locanda che da tanto non funziona più.
Colpa dei fast foods, forse.
E c’è chi ha messo i suoi piedi un pò più su,
per avere così sempre la testa tra le nuvole e il cuore nello zucchero.

Ci si muove, in ogni caso.
Nonostante l’apparente immobilità di queste pagine.
Nonostante la precarietà delle nostre vite. O forse proprio per quello.

woodman

– Ero lì che gliè davo, non de tacco e de punta, ma de straccio, ramazza e stendi panni, manco tanto bbona, considerando la tenuta, quando ecco appropinquarsi alla mente, il pensiero del giorno: Lava-stira, metti-togli la cera, cosa ne è stato del femminismo anni ’60/’70?
Quando le donne hanno cominciato, col gridare al mondo che l’utero era di proprietà e sarebbe stato gestito di conseguenza, cosa si intendeva esattamente? che con il nuovo millennio, non saremmo state, nè madonne e nè puttane, ma donne… non delle pulizie? non quelle dell’utero sopra citato, ma  quelle con la ramazza, chi le avrebbe gestite, se non allora, almeno oggi nel nuovo millennio?
Essere state femministe un pò di anni fa, esserlo, oggi, esattamente come coniciliava e concilia con l’economia domestica?
Se mi dichiarassi femminista, in pratica poi la casa, al posto mio, la dovrebbe pulire una non femminista? Se fossi stata, e se fossi oggi, una femminista dovrei vivere in una casa un pò meno pulita? e se invece, col lavoro che ci ha evolute, la casa la pulissimo solo al week end, così per chi ancora c’ha il week end, rovinarsi pure quello?

mi chiedo cosa ne penserebbe in proposito Natalia Aspesi…

Preghierina

caro Gesù bambino prossimo venturo, quest’anno sono stata brava, per questo mi sento in diritto di chiedere:

tutto il male del mondo.
e non perchè sono triste, svuotata, cinica e depressa.
tutto il male del mondo
 a chi ha colpa di tutto il mio male.
tutto il male del mondo.
fame, povertà, sete, malattie
da augurare, reagalare, elargire a piene a mani.
tutto il male del mondo
non sono cattiva.
sono solo cresciuta.
anche male,
ma non ho causato io, tutto  il male del mondo.
quello è colpa dei ricchi, degli avari, dei superbi,
di tutti quelli che non “s’abbottano mai”
vogliono e hanno sempre di più
che la vita è facile per certa gente.
non mi sento in colpa, per niente,
sono serena nel dirlo. e col cuore te lo chiedo:
che crepino di morte violenta e senza consolazione
non mi dispiace.
se sono così oggi, è merito loro.