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Archive for settembre 2007

considerazioni in calce

Tra i vari significati ad esso legati, il lemma bravo, aggettivo maschile,

può anche indicare una persona dabbene.

Applicato al sostantivo ragazzo, anche questo maschile

starebbe a contrassegnare un giovinetto di quelli corretti.

Portandola femminile,

l’espressione “brava ragazza”, andrebbe, a seconda dei casi singoli e delle culture ad essa applicata,

ad identificare una donna, giovane, che ha però già passato gli anni della pubertà,

di attitudine tranquilla, amorevole, graziosa.

Una brava ragazza appunto.

A onor del vero, credo di conoscere una marea di cosiddette “brave ragazze”,

e mi chiedo cosa si debba fare per essere annoverate, oggi, tra le cattive.

Mi torna alla mente un vecchio (manco poi tanto) film del 1999, “Ragazze interrotte”

erano cattive ragazze quelle?

I miei vicini di casa forse direbbero si, erano cattive, ma considerando i singoli casi, e

l’intervallarsi, all’interno della pellicola, di situazioni al limite del “non comune”

mi verrebbe da pensare che, a loro modo , anche la Ryder, e la Jolie, trapiantate nel film,

avrebbero potuto essere, avendone la possibilità, delle donne dabbene.

Questo per dire che non accetto che mi si dica: è una brava ragazza.

Perchè forse, ci vorrebbe più coraggio a essere cattive, in certi casi,

e che sputare nel piatto in cui si è mangiato, non è cattiveria (che cattiva è solo la matrigna di Cenerentola),

ma semplicemente o evidentemente, essere maleducate,

anche se forse ci si era soltanto annoiate.

Non è una ragazza cattiva, ma per decidere di passare il resto della vita con qualcuno,

e volere come direbbe Harry: che il resto della vita cominci il prima possibile,

bisognerebbe considerare altri fattori

probablimente anche quello di non dire: tua sorella è una stronza.

Che io sarò pure una non brava, secondo un certo modo di vedere la vita

..ma almeno sono onesta, anche se talvolta lapidaria

Tra i vari significati, Tullio, mio mentore, scrive che “brava” può significare anche l’essere oneste.

Allora anche io sono una “brava ragazza”…

tutto sta, a questo punto, a dare una misura all’onestà delle persone.

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Θεσμοφοριάζουσαι

oggi 29 settembre

seduta davanti a un caffè alle 11 del mattino,

penso a ieri notte e al rientro a casa su quel 60 notturno,

di cui, come Gaetano, conosco tutte le coincidenze

ma non per venire da te…(che a viale Somalia non ci passa il 60)

Nei notturni di Roma, come in quelli dell’ Italia intera in fondo,

(ogni mondo è paese)

scorgi attorno a te un livello di testosterone abbastanza alto

che tu sia

bella/brutta/tettona o tabula rasa,

considerando che probabilmente sei sola,

ti troverai addosso lo sguardo, quantomeno curioso,

dell’uomo italico o naturalizzato…mentre tu fissi l’assoluto

Sono questi i momenti in cui mi chiedo chissà come sarebbe essere

barbuto, peloso e col pisello.

Provando a provare

dovrei forse avere una taglia di pantaloni più larga,

saper fare un nodo alla cravatta e cercare di rimorchiarmi una donna.

Usare mutande a forma di pantaloncino, parlare di calcio

e comprare 4 ruote.

Poi penso però che esistono anche maschi molto magri,

che non tutti portano la cravatta e che c’è una tipologia di maschio che magari preferisce

rimorchiarsi un uomo.

Penso che esistono anche mutande normali,

e quelli che seguono il nuoto sincronizzato,

Forse non guiderei neanche con la barba

e magari comprerei comunque La Repubbica al sabato.

Mi rimane solo una curiosità

la pipì..che a farla in piedi secondo è più pratico,

tuttavia preferisco mi si ceda il passo, quando succede,

e che qualcuno, se esiste, mi apra ancora la portiera della macchina.

Di una cosa son convinta, userei la lametta al posto del rasoio elettrico

e porterei gli stessi capelli che ho adesso

anche sul 60 notturno

che ieri sera, pur col testosterone, mi ha portata a casa, sana e salva

e con una lunga pipì, da fare ancora una volta, seduta,

e leggendo un giornale senza dover reggere altro.

Il potere non è donna…ma la comodità si.

In fondo potendo, rinascerei col fiocco rosa.

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Historia, magistra vitae

Polibio è nato molto prima di Vico.

Lui, la storia dei “corsi e dei ricorsi storici” l’aveva pensata prima

ma è stato sfortunato…perchè pochi se lo ricordano.

Tuttavia, prima o dopo, quello che conta è la pratica che dipende dalla teoria,

e conta il fatto che in fondo i due, a loro modo, c’avevano ragione.

Il piacere di imparare qualcosa è, oltre al poterlo ricordare,

anche il vederlo, e realmente, nel quotidiano..

Perciò se ripetutamente, nel corso della Storia, si creano le condizioni per l’applicabilità

di certi sistemi governativi, potremmo anche dire,

mettondola sul personale, che quasi spesso, nel corso della storia della vita

si creano le condizioni perchè vengano a ripetersi certi accadimenti.

Se vi siete innamorati sempre di persone che non facevano per voi,

prima o poi ci ricascherete, non perchè siate destinati a soffrire o perchè ricerchiate il soffrire

ma perchè in fondo siete portati sempre a inchiodare, per indole, quello che non riuscite a gestire.

Se vi siete fatti scegliere, nelle vostre giornate, da fattori contingenti,

prima o poi smetterete di far finta di avere imparato a scegliere quelle giornate.

Detto in due parole e per essere pratici, se tuttosommato il cacio sui maccheroni non vi piace,

un bel giorno, davanti a una tavola imbandita, tornerete a preferire i maccheroni senza cacio,

perchè avete un gusto dei sapori che è avulso dal contorno.

La cosa non deve disilludervi o rendervi tristi, sarebbe stupido vivere una vita senza illusioni,

niente è vero come la consistenza dei vostri pensieri più belli,

tuttavia sarà forse necessario almeno provare a crearsi dei sogni che vi rendano pratica l’illusone.

Fare gli stessi sbagli può portare inaspettatamente a un gran risultato

quello di sentirsi almeno ogni tanto, indulgenti con se stessi e chiudere tutto con una grossa risata,

e capire che se si vive anche di nuvole, sogni e di ore che girano in senso contrario,

forse non è poi così sbagliato, che in fondo oltre alle brutture che ritorneranno per durare un tempo doppio

anche la bellezza riornerà per essere vissuta doppiamente e

indipendentemente da qualsiasi oligarchia, democrazia e governo di uno solo.

Forse come chiosa a questo discorso assurdo ci starebbe bene un viva l’anarchia,

almeno quella del vostro cuore, o del mio che si sente sopraffatto da un dieci giorni circa….da me stessa.

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la verità, prego:

ll tempo, che invecchia i volti e i capelli, invecchia anche, ma ancora più rapidamente, gli affetti violenti.
La maggior parte della gente, per la sua stupidità, riesce a non accorgersene, e crede di continuare ad amare perchè
ha contratto l’abitudine di sentire se stessa che ama. Se non fosse così, non ci sarebbe al mondo gente felice.Le creature superiori, tuttavia, sono private della possibilità di codesta illusione, perchè non possono credere che l’amore sia duraturo, nè, quando sentono che esso è finito, si sbagliano interpretando come amore la stima, o la gratitudine, che esso ha lasciato.
Queste cose fanno soffrire, ma poi il dolore passa.
Se la stessa vita, che è tutto, passa, perchè non dovrebbero passare l’amore, il dolore e tutte le altre cose che sono solo parti della vita?

….Scrisse Fernando Pessoa  alla sua Ofelia
Fidatevi solo di chi vi dirà parole come queste,
perchè vi amerà incondizionatamente.

Postilla: l’amore passa..ma “il mattone”resta..questa è legge sì!

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prima che arrivi Paul

dalla parte di Vava

Seconda moglie di Chagall.
Arriva dopo la guerra, dopo la Russia, dopo Bella.
Prima moglie di Chagall, cantata nei suoi quadri, dipinta nei suoi scritti,
Bella vola con lui mentre passeggiano, completa il suo profilo,
con lui continua a sposarsi anche dopo la sua morte.
anche dopo che Chagall si è risposato.
Però.
Qual è la colpa di Vava? essere arrivata seconda?
e se non fosse mai arrivata, non sarebbe stato peggio?
insomma, mi chiedo, è meglio incontrarsi e godersela così come viene
oppure non farlo proprio?
ma c’è anche di peggio.
incontrarsi per poi fare finta di non averlo mai fatto.

vava.jpg

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oggi 25 settembre

ho perso la musica del mattino e rimediato 2 cazziatoni

1 gratis con tante scuse e 1 d’affetto con tanti baci.

Non ho mantenuto una promessa accampando scuse

e non ho letto una mail che avevo garantito di leggere,

ne ho scritto 100 che non mi interessavano per niente

e 2 non di mia competenza (così dicono i professionisti)

ho rimediato un paio di complimenti scritti (e forse troppo!) e un occhio di bue a colazione.

Mi sono incazzata come se m’avesse punto un bradipo

e ho faticato come un lupo da miniera per un tizio di Milano

(che a onor del vero mi ha aiutato come un operaio di Ragusa)

Ho perso un cinema per l’ora e rifiutato una cena per i capelli,

ho detestato una pubblicità senza un motivo apparente ma che mi è parso coerente,

almeno con i miei pantaloni.

Ho capito anche stavolta che a fare i conti con l’ansia da prestazione

perdo il resto, uso il pallottoliere e fumo un pacchetto di sigarette.

Poi ho chiuso gli occhi, morso un nuovo frutto e espresso un desiderio…

che se s’avvera quest’anno… marmellata!

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anche questo è ssis

bere brachetto in un metroquadro di terrazza
in una baita di montagna
con davanti la roma che non ti aspetti
ridere del padrone di casa prima della cura
quando a buon diritto avrebbe potuto far parte di uno dei centocelle nightmare
e ora è rimasto solo nightmare
e che tra 3 anni ti sposa, se tutto resta com’è
rifare il video di last christmas
a fine settembre e in maniche di camicia,
scartare la seconda lonely planet di N.Y.
sorridendo,
perchè sai si trasformerà nel verderame di Mari,
soffiare sulla più bella candelina fatta in casa mai recapitatami,
desiderando, quasi, che il soggiorno nella landa duri un pò più di un altro inverno.

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